La triphala. Elisir di lunga vita

La triphala. Elisir di lunga vita

Utilizzata principalmente per il trattamento di diversi tipi di disturbi, da quelli gastrointestinali a quelli che interessano i denti, le sue proprietà benefiche derivano dal fatto che si tratta di una formulazione sinergica, dato che è costituita da 3 diversi rimedi, o meglio frutti tipici dell’India.

1. Amla

Il frutto dell’Emblica officinalis è conosciuto anche con il nome di uva spina indiana, uno dei frutti edibili più antichi che la tradizione indiana annovera. L'amla fresca ha un sapore aspro e piccante allo stesso tempo e una consistenza fibrosa, motivo per cui non viene consumata fresca, ma messa in salamoia o cotta.

Ricca di vitamina C, aminoacidi e minerali, viene abitualmente utilizzata in Ayurveda per alleviare la stitichezza.

2. Bibhitaki

Il Terminalia bellirica è un albero che cresce nel sud est asiatico, il cui frutto è chiamato bibhitaki: ricco di tannini, acido ellegico, acido gallico, lignani e flavoni, vanta spiccate proprietà antinfiammatorie e viene utilizzato soprattutto per le infezioni batteriche e virali.

In Ayurveda l’estratto viene utilizzato anche per aiutare a regolare i valori di acido urico in coloro che soffrono di gotta, una infiammazione favorita dall’accumulo di acido urico nell’organismo. Ma è efficace anche per coloro che soffrono di diabete: gli acidi gallico ed ellagico sono utili, infatti, per regolare i livelli degli zuccheri nel sangue, migliorando anche la sensibilità insulinica.

3. Haritaki

Frutto della pianta Terminalia chebula, che si trova comunemente in Oriente, viene considerato da solo il re di tutte le medicine. Fin dai tempi antichi era il rimedio utilizzato per coloro che erano affetti da malattie cardiache, asma, ulcere e disturbi dello stomaco.

Il frutto è ricco di terpeni, polifenoli, antociani, flavonoidi che gli conferiscono attività antinfiammatoria e antiossidante.

Viene utilizzata anche per migliorare il transito intestinale.

I benefici della triphala

Insieme, questi tre frutti possono avere benefici ancora più spiccati: l’Ayurveda infatti utilizza raramente singoli rimedi, ma preferisce utilizzarne diversi insieme affinché possano creare una sinergia e avere effetti più profondi oltre che più completi. Vediamo quali sono quelli di questa miscela dei 3 frutti.

1. Ha proprietà antinfiammatorie

Grazie alla presenza di antiossidanti, di vitamina C, polifenoli, tannini e saponine, la triphala contribuisce a proteggere l’organismo dai danni dello stress ossidativo. Contrasta quindi l’azione dannosa dei radicali liberi sulle cellule: se presenti in quantità eccessive i radicali liberi possono infatti favorire la comparsa delle malattie croniche.

Oltre a ciò, gli antiossidanti sono amici della salute, proprio perché contribuiscono a diminuire l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, alcuni tipi di cancro, il diabete e ovviamente l’invecchiamento precoce.

L’attività antinfiammatoria della triphala si è dimostrata utile anche nel trattamento dell’artrite, contribuendo ad alleviare soprattutto le manifestazioni dolorose.

2. Favorisce la perdita di peso

Secondo alcuni studi la triphala contribuisce alla perdita di peso nelle diete dimagranti e anche alla perdita del grasso addominale. Uno studio condotto sui ratti nutriti con una dieta ricca di grassi, ai quali è stata somministrato estratto di triphala, ha evidenziato che i ratti hanno perso sia peso che grasso corporeo rispetto ai ratti a cui non era stata somministrata la miscela di frutti.

Un secondo studio su 62 persone obese ha permesso di mettere in evidenza che coloro che hanno assunto triphala quotidianamente per la durata dello studio, hanno visto una maggiore riduzione di peso e di circonferenza del girovita e dei fianchi, rispetto ai partecipanti a cui era stato somministrato un placebo.

3. Regola il transito intestinale

La triphala viene utilizzata come lassativo naturale, in grado di alleviare la stitichezza. La sua efficacia è stata dimostrata in diversi studi: in uno di questi, i partecipanti trattati con triphala e altre piante hanno visto un sensibile miglioramento del transito intestinale, riducendo anche lo sforzo dovuto all’evacuazione, che è risultata più completa.

Il mix dei tre frutti si è dimostrato benefico anche nei confronti di coloro che soffrono di disturbi gastrointestinali, dato che contribuisce a ridurre la stitichezza, il dolore addominale e la flatulenza.

4. Aiuta a mantenere l’igiene orale

Le proprietà antimicrobiche della triphala la rendono adatta per alleviare i disturbi che possono alterare l’omeostasi del cavo orale, come placca, gengiviti, ulcere e altri squilibri che possono interessare denti e gengive.

Uno studio ha mostrato che fare dei sciacqui con la polvere diluita in acqua permette di alleviare placca e gengivite.

Permette anche di contrastare l’alitosi, o alito cattivo.

5. Riduce i dolori articolari

Grazie alle proprietà antinfiammatorie la triphala è utile per alleviare i dolori articolari, soprattutto se causati da presenza in eccesso di acidi urici, che contribuiscono all’insorgenza dell’infiammazione a carico di ossa e articolazioni.

La sua assunzione risulta benefica anche in caso di artrite, dato che contribuisce ad alleviare sia l’infiammazione che il dolore.

6. Regola i livelli degli zuccheri nel sangue

La polvere dei 3 frutti è utile per coloro che soffrono di iperglicemia e anche di diabete, dato che aiuta a regolarizzare i valori degli zuccheri nel sangue.

Uno studio condotto su 150 persone con diabete ha dimostrato che l’uso del mix di frutti è stato in grado di ridurre i valori del glucosio.

7. Mantiene la salute di occhi e vista

La triphala è considerata un tonico per gli occhi: aiuta a mantenere gli occhi sani e anche la vista che, grazie all’assunzione, rimane nitida.

Viene usata per contrastare in maniera naturale alcune malattie degenerative come glaucoma, cataratta, o anche congiuntivite.

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